ROMA - 4 Settembre 2010
Attendevamo questa data da quasi vent’anni ed è arrivata. Dei 9000 presenti, la maggioranza si aspettava di rimaner delusa. Troppa attesa, troppi anni passati dalla giovinezza di Axl Rose, troppe le assenze dalla formazione originale…
E invece capita quello che non immagini, ma che provi a sperare con il cuore del fan, di chi ha amato e ama tutt’ora questa band… Il concerto di sabato sera è stato memorabile!
Andiamo per gradi. Come si può leggere su molte testate giornalistiche, l’esibizione è iniziata in ritardo - non capisco però perchè concentrarsi su questo dettaglio piuttosto che sulla musica - ma quale concerto non inizia in ritardo? I cancelli del Palalottomatica sono stati aperti con oltre un ora di ritardo. Il gruppo spalla - che centravano con i Guns? meglio non citarli neanche - ha finito di suonare alle 21:45. I Guns hanno iniziato la propria performance alle 22:30, il pubblico era un po’ spazientito, ma ciò non ha influito minimamente sugli esiti del live.
La band ha esordito con Chinese Democracy, il primo singolo dell’ultimo album omonimo. Giusto il tempo di sciogliere un po’ il pubblico per esplodere con Welcome to the Jungle. Da quel momento in avanti il pubblico in delirio non ha più smesso di cantare e di saltare, con la gioia nel occhi di chi ritrova l’idolo di un tempo, immutato dal punto di vista artistico e vocale, sicuramente un po’ invecchiato, ma con la grinta e l’indiscussa bravura di sempre!
Proprio così, perchè Axl Rose ha dimostrato di essere una vera star, un mito indiscusso della musica rock, il vero cuore dei Guns n’ Roses che non ha mai smesso di pulsare. Per oltre due ore e un quarto ha corso per quel palco cantando con il suo inconfondibile timbro acuto e graffiante; brani come It’s so easy, Mr Brownstone, November rain, Sweet child o mine, Nightrain. Canzoni che hanno mandato in delirio i 9000 del Palalottomatica.
Uno spettacolo anche per gli occhi. Nonostante l’ambiente chiuso la scenografia è stata splendida… fuochi d’artificio, fiamme e fuoco hanno creato un’atmosfera variopinta e suggestiva. I tre chitarristi si muovevano e primeggiavano a turno, dilungandosi in assoli stupendi e pieni di passione.
Il concerto si è chiuso alle 00:45 con Paradise City, come di consueto. Il pubblico che gridava a squarciagola, i musicisti che infiammavano i propri strumenti nel crescendo finale, Axl che cantava le utlime parole della canzone, i fuochi d’artificio che esplodevano a raffica. Così si è chiuso il concerto dei Guns n’ Roses.
La band è anche tornata a ringraziare il suo pubblico, prodigandosi in inchini e saluti, a testimoniare che il concerto è stato magnifico per tutti, che c’è stato quello scambio di affetto e passione che solo la musica può regalare.
Dopo vent’anni di attesa oggi ripenso a sabato sera, ripenso a un concerto che ricorderò per sempre…
Grazie Guns n’ Roses
Grazie Axl























