Riflessione sulla “questione rifiuti” nata da alcune domande ricevute da Jules Benveniste, caporedattore dei giornalisti Nell’erba ®

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Con la tecnologia e la conoscenza di oggi dovremmo riuscire a risolvere qualsiasi problema ma evidentemente la quasi totalità dei politici al potere, invece di preoccuparsi del benessere della collettività, agisce per favorire gestioni centralizzate e speculazioni su servizi e beni essenziali come cibo, acqua, energia e rifiuti. Le emergenze vengono create con il supporto dei mass-media per manipolare l’opinione pubblica e giustificare interventi politici impopolari e spesso nocivi a favore di gestori monopolisti. I costi per la gestione e lo smaltimento rifiuti gravano pesantemente sui bilanci comunali e portano spesso le amministrazioni a dover tagliare i servizi sociali.

Per ovviare a ciò non ci resta che sottrarre la “nostra merce” agli speculatori. E’ semplicissimo! Possiamo limitare i rifiuti domestici di un intero anno in appena due sacchetti di indifferenziato, un contenitore di plastica e due di carta/cartone, qualche barattolo di metallo e qualche coccio di vetro.. come sono riuscito a fare personalmente senza particolari difficoltà.

Ho iniziato conferendo l’organico in una compostiera da balcone autoprodotta per poter analizzare meglio la parte rimanente. Facendo la spesa con maggiore attenzione sono riuscito a limitare prima l’acquisto di imballi non riciclabili (indifferenziato) e poi quelli riciclabili (plastica e cartone) per orientarmi man mano verso prodotti sfusi (bevande, cereali, legumi, detersivi, ecc.) o con imballi riutilizzabili come il vetro. Mi diverto con l’autoproduzione ed evito volentieri i supermercati per cercare prodotti più genuini a minor costo e impatto ambientale presso produttori locali e gruppi di acquisto solidali.

Alcune iniziative utili per limitare la produzione dei rifiuti sono BERE COMUNE, MILKMAPS, PORTA LA SPORTA, Freecycle Network™, Mercatini del Riuso e del Baratto e l’Arte del riuso creativo. L’autoproduzione si può imparare partecipando ai corsi dell’UNIVERSITA’ DEL SAPER FARE mentre acquisti più consapevoli possono essere praticati attraverso la RETE GAS.

Siamo tanti volontari ad operare nei comitati e nelle associazioni per opporci, tra le mille difficoltà, alle scelte nocive imposte dalle istituzioni. Sarebbe molto utile che ci impegnassimo prima di tutto – in prima persona – nella gestione sostenibile dei nostri rifiuti per diventare esempi contagiosi per le comunità.

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L’intervista è stata integrata nell’inchiesta:
Malagrotta, un tira e molla di 30 anni a discapito dell´ambiente

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