Il Movimento per la Decrescita Felice attiva un profilo sul sito di Produzioni Dal Basso per capire la possibilità di produrre un documentario sulla decrescita felice ed invita i propri simpatizzanti a prenotare “quote” tramite il link http://www.produzionidalbasso.com/pre_474.html ed a collaborare nel progetto mettendo a disposizione le proprie competenze/conoscenze.

“Il documentario racconta i limiti economici, ambientali e sociali del dogma della crescita ed accompagna il lettore in un viaggio nei territori, dove le pratiche della decrescita si stanno sempre più diffondendo.

Il film si muove lungo due binari che s’intrecciano: la critica teorica e le pratiche alternative. Sebbene questi due binari proseguano simultaneamente, la critica teorica (per lo più ricostruita attraverso una serie di interviste con rappresentanti del MDF, accademici, esperti della campagna Sbilanciamoci e dell’ISTAT) fornisce le basi al documentario e quindi si sviluppa più velocemente nella prima parte, mentre il viaggio nei territori prosegue in modo più lento, lasciando che lo spettatore “faccia amicizia” con le persone che realizzano la decrescita nelle tante pratiche quotidiane per poi arrivare a scoprire “che cosa fanno” solo nella seconda metà del documentario.

L’obiettivo finale è quello di fornire degli strumenti cognitivi per comprendere le aberrazioni dell’attuale modello di sviluppo e scoprire come non sia poi così difficile superarlo e costruire un’altra economia e, a lungo termine, una società diversa, possibilmente facendo capire da subito che in realtà non c’è nemmeno bisogno di estremamente grandi sconvolgimenti della propria vita e della propria quotidianità per avviare il cambiamento.”

Anche Robert Francis Kennedy, un paio di mesi prima di essere assassinato, criticò duramente il PIL come indicatore di benessere in un’epoca in cui il concetto non era ancora così noto e dominante.

Era il 18 marzo 1968: « Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell’equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta.»

Video di Robert Kennedy in un discorso fantastico sul PIL: http://www.youtube.com/watch?v=e_RBopgiV8E