Ecco nascere il nuovo controllo di internet. Come riporta Wikipedia molti paesi hanno ratificato, ma molti altri (tra cui la Germania) hanno scelto di non aderire.
“L’ACTA è stato siglato a Tokyo il 26 gennaio 2012 tra 22 dei 27 Stati membri dell’Unione europea tra cui l’Italia (non hanno firmato Cipro, Repubblica d’Estonia, Repubblica Slovacca, Germania e Paesi Bassi) e gli Stati che hanno adottato l’ACTA già nell’ottobre 2011: l’Australia, il Canada, il Giappone, la Repubblica di Corea, gli Stati uniti messicani, il Regno del Marocco, la Nuova Zelanda, la Repubblica di Singapore, la Confederazione svizzera e gli Stati Uniti d’America. Il Parlamento europeo è stato chiamato a ratificare l’accordo l’11 giugno 2012.”
Forse bisognerebbe ripensare al mondo dei brevetti e del copyright e del loro sistema di produrre ricchezza. Nel mondo delle reti si possono sviluppare sempre nuove tecnologie (chiuso Napster nacquero immediatamente Donkey, Torrent, ecc), non sarebbe il caso di non spendere tanti soldi ed energie per tutelare diritti d’autore e/o brevetti, ma forse impegnarsi affinché il web sia un luogo sicuro per i suoi utenti e quindi bloccare truffe, pedofili, vendite illegali, ecc?
La risposta non è semplice bisognerebbe costruire un nuovo sistema di business intorno a un enorme numero di settori (discografica, industria informatica, industria cinematografica, ecc), ma rimandare un problema non è mai una soluzione, anzi ne amplifica gli effetti.




























