A San Giorgio del Sannio, il comitato “Cittadini in Movimento” ha denunciato la presenza di amianto crisotilo capace di procurare diversi tumori, all’interno del prefabbricato ex Poste al centro del paese, dismesso dal 1997 e recentemente abbattuto dal Comune senza idonei sistemi di sicurezza.
Il 29 luglio 2004, a seguito di esposto presentato da alcuni cittadini della zona preoccupati per lo stato di degrado del prefabbricato abbandonato da sette anni, l’ARPAC effettuò alcuni rilievi e verificò la presenza di pannelli di cemento-amianto.
I tecnici dell’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale precisarono, però, che non avevano eseguito le analisi complete perchè i dirigenti di Poste Italiane non gli avevano fornito, benchè richiesti, i “capitolati riguardanti i materiali utilizzati per la costruzione dell’edificio”.
L’ARPAC, comunque, il 2 settembre del 2004 con la relazione tecnica prot. 3592 inviata alle autorità competenti, attestò formalmente la presenza del pericoloso minerale in quel prefabbricato, ma il mese successivo, esattamente il 20 ottobre del 2004, il Comune di San Giorgio del Sannio acquistò la struttura lasciandola in stato di totale abbandono fino a pochi mesi fa, quando è stata abbattuta.
I tecnici del Comune il 22 settembre scorso, come risulta dai verbali dell’ARPAC, hanno dichiarato che l’amministrazione comunale al momento dell’acquito non sapeva che nel prefabbricato vi fosse amianto e di averlo scoperto solo dopo aver ordinato alle ruspe di radere al suolo l’edificio.
Si tratta di dichiarazioni gravissime che segnaliamo alla Procura della Repubblica affinchè, nell’ambito dell’indagine aperta a seguito dell’esposto del comitato “Cittadini in Movimento”, si accerti perchè Poste Italiane non ha fornito all’ARPAC i documenti riguardanti le caratteristiche dei materiali utilizzati per la costruzione dell’edificio e perchè ha venduto la struttura al Comune di San Giorgio del Sannio senza denunciare la presenza di crisotilo.
Intanto, un altro caso analogo ci viene segnalato a Montesarchio.
Anche il Comune caudino, infatti, ha acquistato da diversi anni una struttura prefabbricata ex poste che contiene pannelli di cemento-amianto, completamente abbandonata e in evidente stato di degrado, che abbiamo già segnalato ai Carabinieri.
Si trova in via Angelo Domenici, nel centro urbano, vicino ad un parcheggio dove si tiene il mercato. Il cancello di ingresso ed alcune porte sono aperti e quindi chiunque può accedere alla struttura dove sono caduti pannelli e controsoffittature con il conseguente pericolo di dispersione nell’ambiente circostante di fibre di amianto-crisotilo che è capace di procurare asbestosi, mesotelioma pleurico-peritoneale, cancro polmonare e tumori del tratto gastro-intestinale e della laringe.
Anche in questo caso, è necessario che gli amministratori comunali spieghino perchè hanno acquistato la struttura e perchè la tengono in stato di pericoloso abbandono.
I dirigenti delle Poste, invece, devono spiegare se è vero che almeno dieci prefabbricati attualmente utilizzati come uffici postali della provincia di Benevento contengono amianto.
Amianto alle Ex Poste al Pratellino di Firenze
A Firenze alle ex Poste del Pratellino è bastata una telefonata al 112 per far scattare i sigilli e le denunce.
A San Giorgio del Sannio nessuno è riuscito a fermare il disastro ambientale causato dal Comune con una demolizione criminale delle ex Poste di Via Alcide De Gasperi.
Qui il Comune - incredibilmente e contro ogni principio di precauzione - ha negato la presenza di amianto.
La presenza dell’amianto era stata invece accertata dalla amministrazione comunale fiorentina assieme ai tecnici della Asl e per questo avevano disposto la bonifica dell’immobile, prima dell’abbattimento.
Ciò nonostante, e proprio in fase di BONIFICA, è stato notificato al Comune e alla impresa esecutrice, un ordine di sequestro dell’immobile di via del Pratellino 7 (ex Poste) da parte del giudice per le indagini preliminari, che ha accolto un’istanza di sequestro presentata dal NOE, su segnalazione telefonica di un cittadino: liquido rosso riversato nel tombino!
Il sindaco Renzi:”Se qualcuno non ha fatto il suo dovere noi chiederemo i danni andando avanti fino all’ultimo grado di giudizio !”.
“Quanto successo alle ex Poste di Via del Pratellino è sconcertante, non è tollerabile una superficialità del genere per la bonifica di un materiale pericolosissimo come l’amianto, sversato illegalmente e irresponsabilmente nei tombini delle fognature. Insieme al Comune di Firenze anche Publiacqua si costituirà parte civile per difendere un servizio di qualità, tutelare i cittadini, i nostri lavoratori e l’ambiente. Chiediamo alla Magistratura di procedere celermente all’accertamento delle responsabilità”.
Così il presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis commenta quanto successo alle ex poste di Via del Pratellino e annuncia che l’azienda si costituirà parte civile.
Ma i cittadini non hanno diritto alla stessa tutela su tutto il territorio nazionale?
Perchè la Magistratura beneventana non ha sequestrato il cantiere?
Sarà ora celere nell’accertamento delle responsabilità e nella tutela della salute pubblica e dell’ambiente?
Certo, in un paese avvelenato dalle diossine prima e dall’amianto ora, non si può concedere la licenza di uccidere e l`impunità proprio a chi (Sindaco) istituzionalmente compete la tutela sanitaria della collettività.
Sequestro a San Giorgio del Sannio di una discarica abusiva.
Tra i rifiuti anche amianto.Perchè la discarica sì e l’edificio delle Poste no?
Il personale dei Comandi Stazione del Corpo Forestale dello Stato di San Giorgio del Sannio e San Giovanni di Ceppaloni, durante un sopralluogo congiunto, hanno avuto modo di scoprire, in agro del Comune di San Giorgio del Sannio, la presenza su di un’area, di un cumulo di rifiuti provenienti da opere di demolizione edile (calcinacci, mattoni, eternit ecc.) e, inoltre, di un consistente quantitativo di terre e rocce da scavo, riversato sul declivio morfologico del Vallone delle Mele, quest’ultimo iscritto nell’elenco delle Acque Pubblichedella provincia di Benevento.
A tale verifica, hanno inoltre partecipato, allertati per l’occasione dagli uomini del CFS, personale dell’UTC del Comune medesimo e personale ARPAC di Benevento. Quest’ultimi, hanno anche proceduto a prelevare dai cumuli di rifiuti depositati, dei campioni con sospetta presenza di fibre di amianto. A conseguenza quindi, della commissione della violazione appurata, il personale del Corpo Forestale dello Stato, hanno posto sotto sequestro l’area deferendo all’Autorità Giudiziaria, sia il proprietario del fondo che l’esecutore materiale dell’abbandono.
In questo caso - correttamente - il sequestro è stato immediato, come pure il deferimento alla Autorità Giudiziaria del proprietario del fondo e dell’esecutore materiale dell’abbandono (i cui nominativi sono rimasti non svelati dagli organi di informazione). Perchè non si è fatto altrettanto con l’edificio ex Poste ed il cantiere per la sua demolizione vistosamente irregolare? Forse perchè era coinvolto il Comune? Ma la polizia giudiziaria territoriale sa che la legge è uguale per tutti?
Vogliamo che le autorità verifichino che i rifiuti di amianto abbandonati non siano proprio quelli risultanti dalla demolizione del prefabbricato di Poste!



























