Sabato 30 maggio, il coordinamento scende in piazza con la popolazione dei Castelli Romani per dire ancora una volta NO ALL’INCENERITORE!
Il punto di partenza è la Scuola elementare di Via Cancelliera che, insieme ad altre abitazioni ed al futuro ospedale, è distante meno di 500 metri dalla discarica di Roncigliano dove imprenditori e politici hanno deciso di costruire l’ecomostro nonostante la legge preveda che la distanza minima tra impianto e zone abitate debba essere superiore a 1000 metri.
Per quanto riguarda lo studio epidemiologico, i tre pareri negativi della ASL RM H di competenza non sono stati presi in considerazione e ritenuti superati dal parere della ASL RM E.
Il gassificatore avrà un’elevata necessità quotidiana di acqua per il proprio raffreddamento che comprometterà ancor più l’abbassamento delle falde acquifere del territorio dei Castelli Romani.
Poco chiaro anche il fatto che gli alti livelli di inquinamento rilevati dall’ARPA nell’agosto 2000 nelle falde acquifere della zona della discarica di Roncigliano sono superati dal parere della stessa nell’ultima Conferenza di Servizi del 20 aprile scorso.
La preoccupazione arriva anche ad importanti aziende agricole della zona, tra cui la Cantina Sociale Fontana di Papa, la Cantina Sociale Gotto d’Oro e Cantina San Marco che sabato scorso, insieme al Consorzio del pane di Genzano IGP, hanno preso una netta posizione contro l’inceneritore. Infatti secondo l’Art. 21 del D.Lgs. 228/01 l’impianto è incompatibile con:
- zone di produzione e lavorazione dei prodotti agricoli e alimentari a denominazione di origine controllata (DOC), a denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), a denominazione di origine protetta (DOP), a indicazione geografica protetta (IGP) e a indicazione geografica tutelata (IGT)
- aree agricole in cui si ottengono prodotti con tecniche dell’agricoltura biologica ai sensi del regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991
- zone aventi specifico interesse agrituristico.
La combustione dei rifiuti ad alta temperatura genera ceneri (rifiuti speciali) da smaltire in discarica e fumi pericolosi contenenti diossine ed sostanze tossiche, nonché pericolose polveri sottili che possono restare in sospensione per tempi illimitati e raggiungere lunghe distanze, e depositarsi prevalentemente sui terreni limitrofi contaminando sia materie prime (uve, olive, frutteti e prodotti ortofrutticoli) che prodotti derivati (olio, vino, miele, marmellate, pane, ecc), arrivando al bestiame (carne, latte e derivati) ed infine all’uomo (consumatore).
Le polveri sottili, contenenti anche metalli pesanti, che raggiungono l’organismo tramite inalazione, ingestione e contatto, nonché trasmissione da genitore a feto, non si decompongono naturalmente e non vengono espulse ma provocano un aumento delle patologie tumorali, malattie cardiache e respiratorie, malformazioni fetali e tumori infantili.
Gli inceneritori, oltre a NON RISOLVERE IL PROBLEMA RIFIUTI, provocano disastri all’ambiente compromettendo la salute degli esseri viventi. Oggi usano una tecnologia superata da raccolta differenziata e trattamente meccanico biologico “a freddo” (TMB).
Le pubbliche amministrazioni sulla base del Art. 179 del D.Lgs. 152/2006 ”Norme in materia ambientale” che regola i criteri di priorità nella gestione dei rifiuti devono favorire prioritariamente la prevenzione e la riduzione della produzione e la riduzione della nocività dei rifiuti e nel rispetto delle stesse misure prioritarie citate, adottare misure volte al recupero dei rifiuti mediante riciclo, reimpiego, riutilizzo o ogni altra azione intesa a ottenere materie prime secondarie.
Per il rispetto della legge, l’ambiente e la salute: NO agli INCENERITORI! SI a RIDUZIONE, RIUTILIZZO e RICICLO!














