31 Agosto 2011. Ingresso Tribunale di Siracusa, l’attenzione dei passanti viene catturata da una folla di uomini, cartoni “illustrati” davanti al corpo di ognuno di essi, frasi improvvisate ma ad effetto…: non potevo non fermarmi..dovevo chiacchierare con loro.
Bene, a quanto pare….sempre in Sicilia siamo. Perchè quì, non è come accade in “Italia”. Quì c’è la crisi, ma a volte dietro di essa si nascondono storie simpatiche… In Sicilia, più di ogni altro posto, è possibile che dalla crisi stessa nascano ambigui avvenimenti, “difficilmente spiegabili” se vieni da Bolzano o da Imperia… Ma se sei siciliano, nulla ti meraviglia più.
E’ il caso di questi lavoratori della “Siteco”, azienda specializzata nella costruzione di grandi torri per impianti eolici, operante all’interno del Consorzio A.S.I. (Area Sviluppo Industriale di Siracusa), controllato dalla Regione Siciliana (pertanto Ente Pubblico), che ad un tratto si vedono derubate del loro posto di lavoro, per finire in “mobilità”..che in termini più realistici significa DISOCCUPATI.
In realtà le peripezie hanno inizio già due anni fa circa, quando per i 180 operai scatta la cassa integrazione ordinaria. Nel frattempo, primavera del 2010, la regione Sicilia rinunica definitivamente a concedere ulteriori autorizzazioni di costruzione di impianti eolici nel proprio territorio. Arrestando di fatto le principali commissioni della Siteco.
Nel giugno 2010 scade la cassa integrazione ordinaria…e gli operai si vedono senza alcun sussidio economico, e senza risposte concrete per il loro futuro. Fino a settembre, quando le proteste si fanno più vive, e allora qualcosa comincia a smuoversi. Si ottiene la cassa integrazione straordinaria, e, fra le varie promesse da parte delle istituzioni allora interessate (sindaci di Priolo, Siracusa, Melilli in primis, nonchè consiglieri vari e rappresentanti amministrativi A.S.I. e Siteco), si strappa l’impegno secondo il quale, nell’eventualità di subentro all’interno dei cantieri A.S.I. da parte di altre aziende…queste avrebbero dovuto dare precedenza nelle assunzioni proprio al personale Siteco.
Fino all’effettiva entrata in scena di una nuova azienda all’interno dei cantieri affittati da Siteco, che inizialmente si avvale di uno sparuto ed irregolere numero di operai Siteco, ma che poi pian piano verrà meno alle promesse precedentemente fatte…
Nel frattempo, giugno di quest’anno, gli operai si ritrovano nuovamente senza sussudio in quanto scade anche la cassa integrazione straordinaria…ed invece di apprendere quali soluzioni siano state individuate a seguito dei numerosi impegni presi…si ritrovano a dover rispondere alla richiesta arbitraria di messa in mobilità, e senza alcun preavviso.
Bel modo di fare….
Emergono tra l’altro dei particolari…strani. Appaiono poco chiare agli operai Siteco le dinamiche secondo le quali altra azienda stia operando all’interno del cantiere (che ripeto, fa capo ad un Ente Pubblico), e che la stessa sia tra l’altro “vicina” anzi, parente alla Siteco stessa. Mi spiegano addirittura di abusivismo, appropriazione indebita. Chi scrive ha parlato solo con gli operai, e occorre sentire la controparte (non reperibile in loco), ma di una cosa è certa: questi sono davvero incazzati neri!
Ma non è tutto. Pare che questi lavoratori abbiano accumulati alcuni anni di “Fondo Cometa”, un fondo pensionistico loro dedicato, del quale non si riesce più a venirne a capo. Nel senso che, i soldi che dovevano essere stati versati nel corso degli anni dall’amministrazione Siteco…beh, pare che siano scomparsi. E questi sono soldi che spettano ai lavoratori non solo di diritto, ma prima ancora per natura stessa! Senza contare che non si ha traccia nemmeno della quota 4-5 % (quindi una parte del “Fondo Cometa”)…dai lavoratori direttamente versata! Beh, anche in questo caso urge versione della controparte…ma allo stato attuale la priorità è che entri in possesso dei propri denari, in modo da evitare in partenza domande, curiosità e sbigottimenti vari.
Dubbi, domande e perchè che questi uomini stanchi e preoccupati (per non dire esasperati), stavano per rivolgere direttamente alle autorità preposte del Tribunale di Siracusa.
Incontro con il Prefetto di Siracusa fissato per il 4 settembre…siamo vicini al vedere la fine di questo “tam tam” sulla pelle di così tante famiglie siracusane?
Staremo a vedere..














