“Una notizia è una notizia anche quando a darla è un giornale servo del potere. E un politico deve rispondere alle domande anche quando le pongono i camerieri del sultano. La storia della casa di Montecarlo donata dalla contessa Colleoni al’ex segretario di Alleanza Nazionale nel 1999 e ora abitata dal cognato di Gianfranco Fini è una buona occasione per riflettere sullo stato della politica e del giornalismo e del rapporto tra i due poteri in Italia” e “il suo ruolo impone al presidente della Camera di chiarire tutto e subito”. Così si esprime Marco Lillo, giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, sullo scoop de “ilGiornale” riguardante gli immobili collegati a Gianfranco Fini (per saperne di più cliccare sui link in basso). Ma non è il sol. Un altro giornalista del quotidiano diretto da Padellaro, Luca Telese, scrive che i finiani avrebbero dovuto sapere che “la reazione dei lanzichenecchi azzurri, contro di loro, sarebbe stata spietata. Bastonature dei tiggì di regime, agguati, embargo mediatico. Malgrado questa certezza, le notizie restano notizie. È una notizia (data da Il Giornale) che un appartamento di inestimabile valore, donato da una ricca nostalgica per passione ideale, finisca, attraverso strane triangolazioni off shore al signor Tulliani, cognato del presidente della Camera. Lo è ancora di più, quello che ci racconta Libero: la cessione dell’immobile sarebbe iscritta nel bilancio di An per soli 67 mila euro. Una vendita di favore? Un pasticcio? Un atto di familismo immobiliare? Di fronte a questi dubbi Fini può dare qualsiasi spiegazione. L’unica cosa che non può fare - se vuole restare credibile - è tacere”. Piero Ricca rincara la dose, pur precisando alcune questioni:”La differenza fra giornalismo di inchiesta e fascismo mediatico è nei tempi di pubblicazione oltre che nella qualità delle notizie: il giornalista di inchiesta pubblica le notizie non appena le verifica, per dare un servizio ai lettori, al costo di irritare il potente di turno; lo squadrista mediatico pubblica le notizie quando serve screditare agli occhi dei lettori un avversario politico del proprio padrone. Sul piano del metodo il trattamento riservato a Fini è un chiaro esempio di squadrismo mediatico. Detto questo, e passando ai contenuti, interessa eccome sapere come il famoso appartamento di Montecarlo sia finito nella disponibilità del fratello dell’attuale moglie di Gianfranco Fini e, più in generale, come sia stato gestito il patrimonio immobiliare del partito Alleanza Nazionale al momento dello scioglimento nel Pdl”. Insomma, chi si aspettava appoggio che il giornale più antiberlusconiano d’Italia e il blogger più attivo della rete dopo Beppe Grillo appoggiassero Fini incondizionatamente solo perché ha lasciato il Pdl si sbagliava, e di grosso: ma po, l’ex delfino di Almirante chiarirà tutte le questioni?