Se non è una guerra di nervi poco ci manca. E, ognuno, fa un dispetto all’altro. Tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, in maniera burrascosa, si sta passando dalle parole ai fatti. Tre delle più importanti leggi di questa legislatura sono state approvate al Senato ma bloccate alla Camera paralizzando l’attività legislativa. Il 20 gennaio 2010 il Senato approva la legge sul processo breve: sembrava essere una formalità il passaggio alla Camera dei Deputati ma quel testo non è stato mai messo a votazione da Fini. Il 10 giugno viene approvato, con voto di fiducia, la legge sule intercettazioni: fra mille polemiche e mille modifiche il testo non passerà mai alla Camera. Infine, il 29 luglio 2010 viene approvato, sempre nel ramo del Parlamento presieduto da Schifani, la riforma Gelmini sulla scuola. Non si sa ancora quando passerà, invece, nell’aula presieduta da Fini.
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