Da giugno 2008 sul forum EnergeticAmbiente.it è in corso l’iniziativa di evidenziare con materiale multimediale la presenza di discariche abusive ed aprire un confronto per riflessioni sulle cause e sulle possibili soluzioni.

Non è chiaro un fattore che accomuna la localizzazione dei siti inquinati. Fino ad oggi nel territorio romano sono documentate le zone della Marcigliana, Saxarubra e Trionfale nei pressi del Grande Raccordo Anulare, oltre le aree verdi del Parco di Aguzzano e della Riserva Naturale dell’Aniene.
Tra centri abitati e periferie della provincia di Roma sono oggetto del reportage le zone di Monterotondo, Mentana, Sant’Angelo Romano e Guidonia, le strade comprese tra il casello autostradale di Tivoli, Gallicano nel Lazio, Palestrina e Zagarolo, Colleferro e Nemi nella zona confinante con Ariccia e Genzano di Roma.

Sempre nel Lazio sono stati segnalati rifiuti abbandonati nell’area naturalistica della Cascata di Trevi nel Parco dei Monti Simbruini ed all’inizio del sentiero per Capo Fiume vicino Collepardo nei Monti Ernici.

Il thread cita anche un episodio relativo alla provincia di Reggio Emilia.

Tra i rifiuti speciali dispersi nell’ambiente sono presenti prevalentemente materiali inerti recuperati da demolizioni e ristrutturazioni edili come calcinacci, mattonelle, sanitari e cemento-amianto (eternit), rifiuti ingombranti come elettrodomestici, mobilio e materassi, oltre a pneumatici, batterie di automobili e recipienti per vernici e sostanze chimiche (sintetiche). Non manca il piccolo sacchetto della spazzatura domestica.

Salvo rari casi di bonifiche, sempre più frequenti cumuli di rifiuti si stanno pian piano integrando nel paesaggio e sembrano passare inosservati sia ai cittadini che ai Vigili Urbani, sia al gestore della nettezza urbana che al Sindaco, che non facendosi carico del problema favoriscono degrado ambientale.

Sembra non servire a nulla la cartellonistica di “Divieto scarico e smaltimento rifiuti” ignorata dal trasgressore impunito. In alcuni casi ci si difende dai criminali della spazzatura delimitando le aree a rischio o con le più recenti installazioni dei più costosi impianti di videosorveglianza.

L’ignoranza porta qualcuno a reagire autonomamente incendiando l’immondizia presente nel proprio orticello perchè forse nessuno ha adeguatamente informato che fumi e ceneri contaminano l’aria che respiriamo. Sostanze tossiche e cangerogene (diossine, furani, PCB e metalli pesanti) trasportate da vento e pioggia su coltivazioni, pascoli e falde acquifere si accumulano nei prodotti agricoli e nel bestiame per arrivare fino all’uomo che, ultimo consumatore della catena alimentare, ne ingerisce le quantità più abbondanti. Tali veleni sono causa di malattie e tumori letali.

Sono stati invitati i Comuni più disastrati e la Provincia di Roma a fornire indicazioni sul corretto smaltimento dei rifiuti ed è stata richiamata l’attenzione della Regione Lazio sul blog della campagna di sensibilizzazione FACCIAMO LA DIFFERENZA dove, nello scorso ottobre, lo staff del Presidente Marazzo risponde: “Sulla sensibilizzazione iniziando dai più piccoli proprio questa campagna è articolata anche in una iniziativa itinerante rivolta soprattutto ai più piccoli, e abbiamo intenzione di continuare in futuro con scelte di questo tipo, perché è dimostrato che spesso sono proprio i bambini a “costringere” genitori riluttanti al rispetto per l’ambiente e al valore della differenziata.
Quanto alle isole ecologiche, la Regione Lazio ne ha finanziate più di 40 su tutto il territorio regionale, molte delle quali sono già pronte. In ogni caso tutte saranno operative entro al fine dell’anno
“ 2008.

I cittadini possono rivolgersi al proprio municipio per denunce e necessità di smaltimento rifiuti affinché siano attuate le condizioni necessarie per garantire il rispetto per l’ambiente mentre OpenJournalist e le discussioni segnalate tra le fonti sono aperte a chiunque voglia partecipare con le proprie segnalazioni e commenti piuttosto che restare nell’indifferenza.