…Per non tornare alla Rupe Tarpea. La fatica di essere disabili


COMITATO FAMIGLIE UTENTI CENTRO TANGRAM


Da anni, oramai, i disabili –ed i loro familiari- sono oggetto di vessazioni, prevaricazioni e soprusi da parte delle Amministrazioni pubbliche (Regione, ASL, Comune) nonostante le leggi nazionali e internazionali deliberatamente disattese.

I Centri di riabilitazione, uniche strutture operative che alleviano l’enorme disagio dei disabili e dei loro familiari, devono da anni sopperire a mancati adeguamenti dei budget (questo da circa 10 anni nonostante tre nuovi contratti lavorativi), seguito dal blocco delle prestazioni e dal taglio dell’8% sui fondi spettanti. Il precedente Commissario ad acta per il risanamento della sanità nel Lazio ha poi decretato una “compartecipazione” per gli utenti che mensilmente avrebbe superato la misera somma di una riconosciuta pensione; a tutt’oggi questo iniquo decreto è congelato (ma non annullato). Nonostante le ripetute promesse elettorali, l’attuale Presidente della Regione, e nuovo Commissario per la sanità, in data 31 maggio 2010, nel confermare il taglio dell’8%, ha aggiunto un ulteriore 4%. Non solo: questa riduzione del 12% è retroattiva per tutto il 2010.

I Centri di riabilitazione con forma giuridica di cooperativa sociale, non hanno altri fondi a disposizione se non quelli derivati dall’accreditamento, quindi i tagli vanno a ricadere necessariamente sull’utenza disabile.

Senza prescindere dai disagi precedenti, che hanno esasperato le già lunghe liste di attesa, queste ultime sanzioni costringono i Centri di riabilitazione accreditati a operare delle misure drastiche quali: tagli sulle prestazioni, chiusure ad hoc per recupero fondi, modifiche di interventi da ‘intensivi’ a ‘di mantenimento’, fino alle dimissioni di disabili senza alcuna prospettiva esterna.

È certamente difficile spiegare a chi non vive questo problema direttamente il danno che questa, seppur limitata, sospensione di qualsivoglia terapia comporta al disabile e il disagio ai familiari costretti ad assentarsi dal lavoro per essere vicini al figlio, o al fratello, che non ha quell’autonomia che gli consente di essere lasciato solo. E con i disabili e le loro famiglie vanno a pagare (con riduzioni di orario di lavoro, giorni sottratti, licenziamenti) anche i lavoratori che con le loro professionalità intervengono lì dove l’Amministrazione pubblica preferisce rinunciare a impegnarsi a evidenziare bisogni ed elaborare radicali strategie integrative.

Il Comitato Famiglie Utenti Centro Tangram, denuncia come, ancora una volta, ci si trova davanti alla triste realtà in cui i più “deboli” vanno a pagare prezzi elevatissimi, in una società che impedisce, a chi affronta la vita con una marcia in meno, la possibilità di un’esistenza accettabile.

Grazie per l’attenzione,

Il Presidente

del Comitato Famiglie Utenti Centro Tangram

( Bruno Regni)

e-mail: brunoregni@fastwebnet.it

c/o Coop. Idea Prisma ’82, via Baccini 80 – 00137 Roma

2 Responses a "…Per non tornare alla Rupe Tarpea. La fatica di essere disabili"

  1. Image Tommaso
    Tommaso Says:

    la maggior parte dei politici non ha mai temuto di far torto alle minoranze e gran parte della gente reagisce soltanto per le cause per cui sono “toccati” in prima persona e per questo tali politici vengono legittimati a fare quello che vogliono.

  2. Image Lele
    Lele Says:

    Sono pienamente d’accordo

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